AGGIORNAMENTO: E’ finalmente disponibile il Video Corso sul KICK! 10 Samples di cassa trattati in altrettanti metodi diversi: plugins, tecniche, trucchi del mestiere ed altro ancora. Scopri i dettagli cliccando sull’immagine del video corso per vedere il riassunto dei temi trattati ed il Video di presentazione!

Sono tantissime le volte che mi sono sentito fare questa domanda. Eppure non è una domanda a botta-risposta. Possono essere tantissime le motivazioni per questo problema. Anzi, far venire fuori dal Mix la cassa è una delle cose più importanti, e problematiche, del mixaggio.

Ecco alcune delle motivazioni che possono causarvi questo problema:

 

- SAMPLE SORGENTE: Alcuni sottovalutano il sample iniziale. Ho sentito innumerevoli Kick suonare decisamente male nonostante fossero nei pacchetti nativi di Logic, Cubase, FL Studio, Reason e via dicendo. Assicurarsi SEMPRE di avere un Sample di Kick ad alta risoluzione, in primis (che non sia mai inferiore ad un WAV a 16 Bit minimo!). Per questo consiglio di acquistare in rete un pacchetto di campioni di batteria. E’ un investimento, ve lo assicuro. Avere samples professionali è partire con una marcia in più! Ovviamente questo è riferito a coloro che non hanno giradischi e vinili da cui campionare, che per fare puro hip hop è sempre il top delle soluzioni (oltre che del divertimento!). Non rubate MAI da YouTube e similia samples in mp3. Non faranno che rovinare totalmente un possibile buon Beat.

 

- CLIPPING: Mandare in clip, ovvero in “rosso”,  il nostro Kick porta alla distorsione del segnale. Maggiormente sarà “spinto” tale segnale, più si rovinerà la resa sonora dello stesso. E’ presumibilmente l’errore più banale da commettere, ma sicuramente c’è chi lo fa. N.B Nella fase Mix, se non siete esperti, sarebbe bene nessun segnale andasse in distorsione. Mantenetevi nella fascia verde/gialla. Ci si penserà poi col Mastering ad alzare i volumi, se questa è la vostra paura.

 

- FREQUENZE: Avete comprato la vostra bella libreria di batteria, inserite il kick preferito nel vostro sequencer, suonate la linea di basso ed ecco che il kick sparisce. La colpa è del basso, non del Kick. O meglio, la colpa è dello scontro di frequenze tra i due. Bisogna assicurarsi che Kick e Basso occupino il proprio spazio senza limitare quello dell’altro e viceversa.

 

- MANCANZA DI LAYERING: Il layering delle batterie è un processo utilizzato dalla stragrande maggioranza di beatmakers e producers. Cosa significa ? Semplicemente utilizzare più di un solo Kick e sovrapporli uno sull’altro, facendoli colpire assieme. Per capire la base di questo fenomeno basti pensare ad un coro di voci orchestrali. Perchè le voci sono tante e non singole ? Una voce da coro può fare molto anche da sola, ma mai come tante che suonano all’unisono! N.B Per il kick assicurarsi colpiscano tutti allo stesso identico momento, senza ritardi!

 

 

Ovviamente, alla domanda “come mai il mio Kick non suona bene”, è inevitabilmente legata la domanda “come mai i Kick che sento di altri Beatmakers suonano meglio del mio?”.

Oltre al fatto che sicuramente i Beatmakers più esperti considerano sempre i punti sopracitati come veri e propri errori da evitare, ci sono alcune tecniche o condizioni in generale che fanno sì i Kick di professionisti o semi-professionisti suonino così bene.
Vediamone alcune:

- AUMENTARE L’ATTACK: Il kick è un suono breve, corto, prevalentemente costituito dall’attacco del suono stesso. Ha poco sustain, poco corpo. Se al vostro kick manca attacco, difficilmente verrà fuori nel Mix. Quindi, aumentarne l’attacco è una tecnica utilizzata e funzionalissima per questo scopo. Esistono plugin specifici per questo scopo, che trattano appunto i transienti ed i picchi. Uno di questi è Sonnox Transient Modulator.

- COMPRESSIONE PARALLELA: detta anche New York Compression, è una tecnica relativamente recente che comporta il duplicare il segnale del Kick (o gruppo di Kick) iniziale, over-comprimere, ovvero, comprimere fortemente, il duplicatoe sommarlo a volumi inferiori al Kick iniziale, facendo miscelare i due segnali: quello non-compresso (o poco compresso!) e quello over-compresso (il duplicato), ottenendo così un pump superiore, facendo uscire bene dal mix il Kick. (Segui il sito, arriverà un tutorial riguardante proprio la parallel compression)

 

- COMPRESSIONE SIDE-CHAIN:  meno utilizzata della parallela, ma utilizzatissima per generi elettronici (Dubstep inclusa!) è la compressione side-chain. In breve, è un particolare tipo di compressione che fa comprimere il segnale che si vuole comprimere (ad esempio il basso) nell’esatto momento in cui la cassa colpisce. In questo modo, ogni volta che il Kick colpirà, il basso (in questo caso) si attenuerà in modo automatico, lasciando uscire meglio il Kick. (Segui il sito, arriverà un tutorial riguardante anche la Compressione  Side-Chain)

 

 

- ATTREZZATURA ANALOGICA:  far passare il proprio/i propri sample di cassa per un preamplificatore analogico valvolare o meno dà un colore al kick che un software semplicemente non può dare, per quanto valido e professionale. Inutile negarlo, inutile credere a chi vi dice che i plugin sono meglio dell’hardware. Provare per credere. (Ecco il mio preamplificatore valvolare con cui saturo per bene i miei Kicks, il calore della valvola è davvero evidente!)

- ANALISI DELLO SPETTRO SONORO: senza entrare nel difficile, per la maggior parte dei beatmakers “casalinghi” è complicato sentire come si dovrebbe un kick, per il quale ci vorrebbe un woofer largo (minimo 5 pollici, meglio di più!) in grado di riprodurre adeguatamente le basse frequenze della cassa utilizzata. Per rimediare a questo, almeno parzialmente, si utilizzano analizzatori di spettro (Ad esempio PAZ Analyzer della Waves), che possono visivamente aiutare a capire quali frequenze ci sono nel Kick, e che non dovrebbero esserci!

 

 

Evitare gli errori sopracitati è il minimo indispensabile per far sì che i vostri Kicks vengano fuori dal Mix in maniera quantomeno accettabile. Per farli davvero esplodere, come generalmente richiede l’Hip Hop, è però necessario ricorrere ad una o più tecniche accennate nell’articolo.

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