Pubblicato il Lascia un commento

4° ANALISI DEL BEAT: SCOMPOSIZIONE DI UN BEAT DUBSTEP-RAP

Dubstep Rap Beat Dubstep Instrumental Dubhop

Tutorial Dubstep ONLINE

Aggiorno il blog in quanto è finalmente online il primo Video Corso completo sulla produzione, il mixing ed il mastering DUBSTEP.

GENERE: Dubstep/Rap

BPM: 92, 5

STILE/INFLUENZE: Dubstep/Underground/Hip Hop /Dope D.O.D

Produrre Dubstep. Procedimento.

Inizio quasi sempre i miei Beats Dubstep – Dubstep Rap con le batterie, che solitamente mi danno l’ispirazione per la linea di basso, che è la seconda cosa in assoluto su cui metto mano. In realtà prima di far wobbare il Basso, compongo una linea melodica con un basso acustico o amplificato in midi, per sentire maggiormente le note. Una volta trovato un giro di basso che mi soddisfa, comincio a farlo wobbare suddividendo tutti i wobs per sync rate (in ottavi, sedicesimi, trentaduesimi ecc.). Gli FX aggiuntivi e le parti melodiche sono quasi di arrangiamento ed utilizzate principalmente per arricchire lo scheletro del Beat.

Batterie Dubstep

– 3 LAYERED KICKS: Come mia impronta personale ed attitudine al Beatmaking, la cassa gioca sempre un ruolo di primo piano. Per questo difficilmente mi accontento di meno di 3 kicks equalizzati e compressi a modo. Fargli emergere, oltretutto, nel bel mezzo di 4-5 tipi di versi di Wobs non è facile, ma EQ, compressione Side-Chain e piccole altre tecniche aiutano nell’intento.

2 LAYERED SNARES: La scelta dei Samples, come più volte detto, è fondamentale. I 2 Snares utilizzati per la batteria avevano di per sè sufficiente corpo per spiccare nel Mix. Uno dei due Snares è molto bagnato dal reverbero, con un lungo sustain, mentre il secondo dà l’attacco, principalmente, e non viene toccato dal reverbero, rimanendo molto secco per dare quella “pacca” utile specialmente per ricondurre il Beat all’Hip Hop, data l’evidente impronta Dubstep.

– HH: In sedicesimi, prevalentemente, rimbalzano Left e Right (tecnica utilizzata molto più nell’Elettronica che nell’Hip Hop puro!).

– SONAGLIO: “Completa” il lavoro degli HH contribuendo alla ritmica ed alla ricchezza sonora (delle alte frequenze) della batteria. Non esageramente evidente nel Mix, quando lo si toglie dal Beat lascia un vuoto incolmabile!

– CRASH: Risultano fondamentali per dare, strategicamente, enfasi ai drops (semi-drops!) o comunque ai Wobs maggiormente rilevanti.

– FX: Descriverli tutti sarebbe complesso. Nella Dubstep, ed in generale nella musica elettronica, possono sembrare solo un arricchimento, e così è in realtà, ma toglierli compromette l’intera produzione. E’ bene investire il giusto tempo a trovare gli FX più adeguati al Beat ed a customizzarli… Avere gli FX che hanno tutti gli altri non è mai piacevole.

– VOICE FX:  Choppare i vocals più particolari e ricavarne componenti ritmiche rimanda parzialmente al beatmaking Hip Hop più tradizionale, forse questo farlo mi entusiasma particolarmente!

Creazione Bassi Dubstep

– WOBBLE BASS: Costituiscono la prima donna del Beat: sono infatti i wobble bass il tratto maggiormente caratteristico ed evidente del genere, nonostante questo sia adattato in chiave Hip Hop (Ricordiamo che la Dubstep pura viaggia ai 140 BPM).

Syncati con rate diversi per dare il tipico effetto Dubstep, hanno molto corpo anche sulle sub, avendo preferito non aggiungere un Sub Bass (Per questo specifico Beat!). I wobble bass presenti nel Beat sono stati plasmati sull’ES2 di Logic e sul Massive della Native Instruments.

Ogni Wobble Bass è stato singolarmente trattato a livello di automazioni sul Cutoff, ADSR, Pan, Tagli di frequenza ed altri valori per non renderli mai monotoni e piatti direttamente dal synth scelto per l’occasione.

– TALKING BASS: Si potrebbe aprire un’ intera discussione riguardante solamente questo genere di Bass utilizzato nella Dubstep. Razor della Native Instruments ci regala un sound davvero incredibile, non approfittarne di tanto in tanto sarebbe grave!

– ARPA: Utilizzata nella Intro per aprire il Beat con un tocco più Classico e fuori dal genere… Quando entra la batteria il contrasto è davvero efficace.

– SYNTH: Sono almeno 3, in layering, ed utilizzati principalmente come Stab-melodico per dare un po’ di calore e melodia al Beat.

– PADS: Creano quello stacco tra strofa e ritornello necessario. Anche questi in layering per dare peso al tutto e arricchire il Beat, subiscono un crushing davvero efficace grazie al PedalBoard di Logic.

 

Il Beat completo sarà online su www.basihiphop.it/Res  in sezione Dubstep e su www.dubstepinstrumental.com 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *