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Akai MPC: MPC 60

Akai MPC 60

Diamo il via ad una nuova rubrica interamente dedicata alla celebre serie Akai MPC, senza la quale l’Hip Hop come lo conosciamo oggi – con i grandi classici – praticamente non esisterebbe.

Il Campionatore Vintage per eccellenza: Akai MPC 60

La workstation che in assoluto ha sconvolto il mondo della musica Hip Hop, costruito dal leggendario Roger Linn – a differenza delle MPC future, come vedremo prossimamente – unendo un ottimo campionatore a 12 Bit, sporco e con “punch”, a ciò che ancora oggi viene definito “il miglior sequencer hardware di sempre”.

Uscito in commercio per la prima volta nel 1988, l’MPC 60 ottimizzava il concetto – in maniera del tutto rivoluzionaria – dei “sensitive pads” ovvero dei celebri pads sensibili alla velocity, e quindi alle intenzioni dell’esecutore.

Akai MPC 60: caratteristiche tecniche

  • 16 pads sensibili alla pressione / velocity
  • frequenza di campionamento a 40 Khz
  • campionamento a 12 Bit
  • 750 KB (avete letto bene, Kilobyte!) espandibili ad 1.5MB
  • 128 suoni in memoria, 64 suoni per programma, polifonia a 16 voci
  • 2 MIDI in + 4 MIDI out
  • risoluzione della tempistica a 96ppq (sul quale ci sono ancora oggi infiniti dibattiti!)
  • syncabile via MIDI
  • 1 stereo out + 8 mono out
  • Floppy Drive (Double-Density)

Tra i più celebri utilizzatori dell’MP 60 – ed alcuni giurano di usarla ancora oggi! – ricordiamo: DJ Premier, DJ Shadow, RZA, Jermaine Dupri.

L’MPC 60 da sempre si distingue rispetto agli altri campionatori della serie MPC per essere l’unico a campionare solo ed esclusivamente in Mono a 12 Bit. Questo gli conferisce un suono unico – vintage – del tutto suo e riconoscibile.

Più cupo rispetto alle altre MPC – proprio a causa della frequenza di campionamento e della inferiore risoluzione, risulta restituire all’ascoltare un suono caldo, vecchio, ma corposo.

Questo, ed il sequencer interno – anche se alcuni affermano che è identico rispetto al 3000! – fanno dell’MPC 60 l’MPC ancora oggi maggiormente riconosciuto come quello “per eccellenza”, quantomeno per il suono ( tra i campionatori 12 Bit in assoluto più celebri e rispettati di sempre!), e non certo per la semplicità e velocità di utilizzo, a causa di un sistema operativo molto macchinoso e lento.

Dal 2006 Roger Linn, che da tempo ha smesso di lavorare con Akai e con la quale pare essere non più in buoni rapporti , ha reso disponibile il sistema operativo dell’MPC 3000 – che come vedremo è l’altro MPC maggiormente ricercato e rispettato! – anche per l’MPC 60, per la felicità di moltissimi utilizzatori (me compreso!).

Grazie al sistema operativo del 3000, in questo modo il 60 riesce ha a disposizione un OS decisamente più fluido e con funzioni utilissime in più.

Un aneddoto sul 60:

Quando Roger Linn costruì la prima MPC di sempre, non aveva idea che avrebbe creato una vera e propria workstation completa per Beatmakers!

L’MPC si presenta al pubblico, infatti, come campionatore / drum machine. Come lo sappiamo ? Ce lo suggerisce il fatto che – a differenza degli altri MPC – il 60 sopra ogni pads, dipinto sul case, ha scritto i vari suoni della batteria: Kick, Snare, HiHat, Tom, ecc.

Sono stai i beatmakers stessi a ripensarla per creare groove melodici per rappers!

E voi ? Lo avete mai usato il 60 o altri MPC ? Quale vorreste ?

2 pensieri su “Akai MPC: MPC 60

  1. Salve! Sono un giovane davvero appassionato del mondo del beatmaking e che purtroppo come tanti non ha le possibilità sia economiche sia di idea su come iniziare (sono in pochi che riescono a farcela…). Beatzunami volevo chiederti dove posso comprare un MPC 60 (preferibilmente il MPC 60 II, mi ispira di più) su internet o comunque da qualche parte? Possibilemente non ai 1000€ come sul sito “mercatino musicale”..
    Inoltre volevo chiederti il modello (qualsiasi non per forza akai) di un campionatore per iniziare in rapporto qualità/prezzo non sfiorando i 200/300€ possibilmente!

    1. Ciao! Gli MPC 60 costano quella cifra, anzi, a volte vanno anche oltre i 1.000 Euro. Campionatori a quelle cifre difficilmente li trovi, ti conviene cominciare con i software (Logic se su Mac o Fruity Loops se usi Windows) ed i miei video corsi sul Beatmaking per imparare a produrre Beats seriamente.

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