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Mixare in Cuffia (5 validi motivi per farlo)

Mixare in cuffia in Home Studio

Mixare in cuffia è da pazzi… O forse no?!

Mixare in cuffia è un tema davvero caldo e dibattuto.

In questo breve video ti spiego le 5 principali motivazioni che mi spingono a consigliare di mixare in cuffia per chi lavora in Home Studio.

Queste, se te lo stavi chiedendo, sono le migliori cuffie da studio che mi sento di consigliarti.

Ecco le mie 5 motivazioni che mi spingono a consigliarti di mixare in cuffia (con cuffie professionali da studio) se lavori in home studio e non in studio professionale.

Se invece sei proprio convinto di voler mixare in monitor, ecco la mia guida alla scelta dei monitor audio.


Preferisci leggere che guardare il video? Ecco la trascrizione:

Questo video non fa per te se sei un tecnico del suono che lavora in studio professionale dove l’acustica è pressoché perfetta e ti permette di ascoltare con un ascolto davvero preciso e lineare

E’ invece un video dedicato a te se lavori in un home studio in situazione ovviamente non ottimale.


Mmotivo numero uno per mixare in cuffia

In studio abbiamo oggettivamente un acustica pessima: possiamo comprare tutti i pannelli fonoassorbenti che vogliamo o costruirceli da soli,  aggiungere bass traps e pannelli acustici, rimane che l’acustica ovviamente non potrà mai essere considerabile professionale.

Quindi se non abbiamo l’acustica professionale come facciamo ad emularla al meglio? Ecco che il mixare in cuffia entra in gioco.

In cuffia stiamo creando un nostro ambiente sonoro lineare o quasi nel senso che taglia via tutto l’eco, il reverbero e soprattutto si annullano i picchi e di nulli che invece troviamo in una camera, per quanto possa essere trattata acusticamente.


Eliminare problemi acustici mixando in cuffia

Ascoltando il mix in cuffia quindi eliminiamo tutti i problemi acustici che avvengono quando il suono emesso dalle casse monitors rimbalza sui muri e torna verso le nostre orecchie.

Le cuffie inoltre hanno una risposta decisamente più lineare al livello di frequenze rispetto ai monitors da studio: abbiamo quindi un ascolto full range che va dai 20 ai 20000 Hz o addirittura oltre.

Avremo oltretutto una risposta più lineare rispetto a delle comuni casse da home  studio (come possono essere le famose Krk Rokit o le Yamaha hs5).


Il porting nei monitor audio

Con i monitors da studio abbiamo questa sorta di “porting” che serve ad emulare delle basse frequenze: in pratica a crearle quando in realtà non esisterebbero.

E’ un concetto molto complicato a livello di fisica ma cerco di semplificare il più possibile per renderlo assimilabile: le casse col bass reflex non hanno un ascolto preciso come le cuffie o come le casse “unported”, ad esempio le vecchie Yamaha NS10 che hanno un design completamente diverso e chiuso, privo di bass reflex.


Mixare in cuffia costa meno..

Il costo è una questione che preme a tutti quanti: è notevolmente inferiore per le cuffie rispetto ai monitors da studio.

Tteniamo conto che ad esempio troviamo delle Beyerdynamics DT880 a €220 circa ed è un ascolto davvero ottimo e professionale.

Quando invece spendiamo la stessa identica cifra per delle casse, compriamo davvero poca poca qualità: per comprare monitors professionali bisogna spendere migliaia di euro.

Quindi stiamo paragonando un ascolto da migliaia di euro di casse monitors rispetto a centinaia di euro di cuffie e la qualità d’ascolto è sullo stesso piano:

Ascoltare con monitors altamente professionali può essere equiparabile ad ascoltare con le cuffie da 150-200 €250 massimo, ecco perchè suggerisco di mixare in cuffia.


Puoi mixare in cuffia a qualsiasi ora..

Ricordiamoci sempre che la cuffia possiamo utilizzarla praticamente a qualsiasi orario, che sia giorno o notte non disturberemo i nostri vicini di casa

Potremo continuare a produrre ed effettuare il mixaggio delle nostre canzoni a qualsiasi orario della giornata, cosa assolutamente non trascurabile anche se magari non serve a tutti.

Si può dire che per situazioni home studio la scelta del mixare in cuffia è  ottimale: ricordo che non significa che bisogna per forza mixare solo ed esclusivamente in cuffia.

Possiamo fare il più delle decisioni sui nostri mix in cuffia,  poi paragonare i nostri ascolti sulle nostre Yamaha o Krk, sulle nostre casse consumer e dalle casse del portatile.


Conclusione:

Mixare in cuffia è sicuramente una opzione estremamente valida ed altamente consigliata per chi lavora in home studio.

 

 

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Intervista: 20 domande a Mastafive

intervista beatmakers italiani

1) Che software ed hardware usi ?

Si parla di quello che ho a casa per produrre? Dunque, in ordine sparso uso:


Software: Logic 9 – NI Maschine – Qualche VST


Hardware: MPC2000XL – Roland 303 GrooveBox – TLAudioIVORY2 – MACKIE 24 – MOTU midi 24 – Roland 808 – Pioneer N9 – Pioneer DDJSX2 – Roland DJ 808 – JUNO – Inferno Creamvare – Yamaha basso BB614- scheda focusrite  – mini mac – macpro – technics 1210 –  Maschine MIdi controller – Monitor Celestion 3 vie e Genelec 10\30  e buff…una serie di cadaveri sparsi per casa

In studio (One love Factory)  si lavora con Logic X – Protools – Banco c24 digidesign – Apollo firewire e plug in UAD,Monitor Genelec 10\30, KRK vxt8, Bose (modello boh), plugin fuffa …tutti.

2) Schierati: Analogico o Digitale ?


Ibrido con tendenza all’analogico. Ad esempio mi piace ricampionare e lavorare sul banco i riff o le frasi dei synth o piano.

3) Che genere preferisci produrre ?


Mi piace produrre tutto, davvero tutto, ma che abbia il mio imprinting, nel bene e nel male…la miglior soddisfazione è quando ti dicono…suona molto Mastafive sto beat. DIco nel bene e nel male perchè questo a volte è un limite. Diciamo che non sono al passo coi tempi, magari le trappate mi verranno bene tra 5 anni.

4) Le tue influenze artistiche ?


  Jazz, Funk, Rock, House in questa successione…come artisti ti direi Hanckock, Davis, Beker, Monk…Donald Bird, MIller , Cobhan…James Brown.
Metallica, Led Zeppelin, Clash… Guru Josh, Kenny Dope, COX…potrei farcire la risposta dei nomi più disparati.

5) Il tuo primo software audio ?

Veramente ho iniziato con l’ hardware, Roland MRC500 un sequencer che sembrava un registratore di cassa che pilotava un KORG dms1 e poi Notator + Atari.
Le cose più serie però le ho fatte con Deal (50% di gate keyz) utilizzando Cakewalk

6) Che artisti hai prodotto ?

Tra tracce prodotte insieme, remix ufficiali e collaborazioni:

Gate Keepaz, Maury B, Lefty, One Mic, WalterX, Fabri Fibra, Rawl MC, Jack The Smoker, Bat, FatFat core Funk, Pula+, Omar Pedrini, Primo Brown, Albe Ok, Clementino, Nadya, 8 OHm, Daniele Silvestri,

J AX, Malaisa, Lady B, Thermanology, Strike, Cane Bullo, Mao, Linea 77, Rocco Hunt, R.A. The Rugged Man, Ibbanez, Kiave, Turi, Lugi, Piotta, Korven, Rayden, Raige, Noema, Libo, Funk Shui, Strike The Head, Dragwan…tanti …in 25 anni.

7) Il tuo strumento preferito per le tue produzioni?

Basso, Groove Box.

8) I tuoi Producers preferiti ?

Come DJ Stranieri: Jazzy Jeff, Rectangle, Kid Capri.

Per gli italiani : DJ Herbie, Ciso, Luciano.


Come produttore: Prince Paul, Kay G, Muggs, Premiere del periodo Hard to Hearn, Pete Rock, Black Milk del periodo BR GUNNA, 9th Wonder, Kev Brown, 45 king, aggiungo infine Dilla (perchè impossibile dire di no).

9) I tuoi Rappers preferiti ?

Big Daddy Kane, Phife Diggy, Trugoy, Del Tha Funky HS, Method, Monie Love, Lady Lursh, e tutti quelli con cui ho lavorato fin ora….

10) Se potessi produrre un disco ad un artista internazionale, chi sceglieresti?
De la soul.

11) Se potessi fare una produzione a 4 mani con un Producer internazionale, chi sceglieresti?

Prince Paul

12) Pensi il lavoro del Beatmaker sia sottovalutato in Italia?

Senza Dubbio.

13) In quanto Beatmaker, ti senti appagato per quello che fai?

Sinceramente pure troppo, anche se mi sento più un producer che un beatmaker, mi rendo conto di avere dei limiti rispetto a quello che realmente mi piacerebbe fare, ho sempre meno tempo per migliorarmi, il fatto che le mie produzioni e modo di lavorare piacciono è di per se appagante già di suo.

14) Campionare: si o no ?

Per me il sample è uno strumento, difficilmente mi sentirai fare il “looper” mi piace operare con i groove per ristrutturare una melodia, mi piace suonare con più parti di diversi campioni come singoli strumenti…
ad esempio se penso che mi serve un suono tipo metallofono…cerco nei “modern jazz quartet” un suono pulito, magari un piccolo loop o magari una singola nota che poi metto in slice sui pads…

15) Sei nel Bronx e puoi scegliere un MPC da portare a casa, gratis: quale prendi ?

Poi mi spieghi perchè nel Bronx, cmq un mpc 5k.

16) Stai facendo digging: su quale decennio ti soffermi per più ore ?

Dal 73 all’ 86/87.

17) Channel Strip: prima EQ, o prima Compressore?

Prima volumi, poi compressione poi EQ.

18) Mastering: HomeStudio o Studio Professionale ?

Studio Pro.

19) Progetti per il futuro ?

Ho in cantiere 4 MIX tapes, un album solista, un paio di ristampe, una trasmissione radio e una in tv, delle serate in dj set un pò particolari…molta carne al fuoco,  spero di realizzarne almeno la metà entro la fine del 2017.

20) Consigli per i Beatmaker ?

Ascoltate tutto, non date retta a nessuno su cosa “dovete” essere o fare, cercate l’originalità il più possibile, trappate, rockeggiate, jazzate, swingate….l’importante che sia Funky.

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Come creare suoni con la Sintesi Analogica

Sintetizzatori Analogici

Cos’è un Synth ?

Il sintetizzatore (o synth ) è uno strumento musicale in grado di generare segnali audio: imitazioni di strumenti musicali reali (Sample Based) o creare suoni ed effetti non esistenti in natura (Analog Synthesis / FM).

La sintesi ha a che vedere con la produzione musicale, le esibizioni Live e con la musica Hip Hop già da diversi decenni. Sintesi Analogica, FM Synthesis e Sampled Based Synthesis sono 3 tipi diversi di Sintesi, con risultati assai diversi fra loro. Vediamo cosa si intende per Analog Synthesis.

Sintesi Analogica – Come creare suoni con l’Analog Synthesis

La sintesi analogica – o sottrattiva – parte da una sorgente sonora e la manipola (shaping) con filtri.  Le opzioni per modificare il suono sono determinate dal percorso del segnale nel sintetizzatore.

Il suono creato ha infatti generalmente tre elementi:

  1. Il Generatore Sonoro (Oscillatore)
  2. Il Filtro, che modifica il suono
  3. L’Amplificatore, che controlla l’ampiezza del segnale.

La sintesi analogica è “sottrattiva”, in quanto il filtro “toglie” (sottrae) frequenze al suono generato dall’oscillatore fino alla raggiunta del desiderato suono finale. Ecco uno dei più celebri sintetizzatori analogici dei nostri tempi, Arturia MiniBrute.

1 – L’Oscillatore

L’oscillatore è la sorgente sonora di un sintetizzatore.  Genera forme d’onda che possono essere di diverso tipo.

  1. Sinusoide (Sine Wave): La forma d’onda più pura, che consiste nella nota fondamentale senza overtone. Viene generalmente utilizzata per arricchire altre onde di basse frequenze (o per creare l’808 nell’Hip Hop!).
  2. Triangolare (Triangle): Simile alla Sine Wave, ma più “tagliente”.
  3. Dente di Sega (Sawtooth) : Presente in ogni Synth ed estremamente versatile grazie alla sua brillantezza. Può creare suoni diversi come ad esempio simili a brass, stabs ed ovviamente bassi.
  4. Quadra (Square): Suona generalmente più “mediosa” e per questo usata per creare suoni di fiati oppure come sub oscillatore per rendere una patch di basso più corposa.

Synth Analogici

N.B In alcuni Sintetizzatori, come ad esempio in Native Instruments Massive ( che reputo uno dei migliori Synth VST per produrre Hip Hop ed EDM) abbiamo nello stesso oscillatore molteplici onde simili, in questo caso si parla di Wavetables.

Native Instruments
I 3 Oscillatori di Massive, dotati di Wavetables.

2 – Il Filtro

Il filtro è un tone control, e funziona come tale, con due controlli diversi:

  1. La frequenza di Cutoff
  2. La risonanza.

I filtri possono essere modulati e variare i propri parametri nel tempo per renderli meno statici e conseguentemente più interessanti.

Esistono diversi tipi di filtri, dalle diverse funzioni. Il filtro più celebre ed utilizzato nella sintesi sottrattiva è il Low-Pass filter, ovvero il filtro passa-basso, che esclude le frequenze al di sopra di una certo frequenza di taglio (Cutoff).

La velocità con cui il segnale viene filtrato decade è dato dal rapporto dB per ottava. Maggiormente alto sarà questo rapporto, maggiormente brusco sarà il taglio della frequenza.

3 – L’Amplificatore

Agisce moltiplicando il segnale in ingresso per renderlo adeguato ad un impianto di riproduzione sonora o di registrazione.

Ogni sintetizzatore analogico o ad imitazione analogica (quindi anche i VST) permettono di utilizzatore al tempo stesso più oscillatori, per ottenere suoni nuovi miscelando più onde contemporaneamente, rendendo il suono finale più ricco armonicamente, caldo e corposo.

Come miscelare forme d’onda diverse

Abbiamo diversi modi di mischiare onde diverse, a seconda del risultato che vogliamo ottenere:

  • Duplicazione della stessa forma d’onda per ottenere phasing, detuning o semplice layering
  • Usare più onde su ottave diverse per “ingrandire” il suono
  • Usare più onde a pitch diverso
  • Usare onde diverse fra loro (1 Osc con Sinusoide, 1 Osc con Quadra)
  • Una combinazione di qualsiasi delle diverse opzioni

Scolpire i suoni con i Sintetizzatori a Sintesi Sottrattiva

E’ bene sapere come funzionano i Synth, o almeno averne una vaga idea, ma ricordiamoci sempre che il gusto è più importante della teoria quando andiamo a creare suoni attraverso la sintesi analogica. Ecco alcuni metodi che possiamo utilizzare in fase di creazione dei nostri suoni:

  • Per ottenere brillantezza con un’onda quadra, utilizziamo un filtro a campanatura morbida, 12db/oct.
  • Per ottenere “warmth”, calore, possiamo usare attacco e release lenti ed usare layering di oscillatori, in detune l’uno con l’altro.
  • Per dare “punch”, botta, incrementiamo fortemente l’attacco ed utilizziamo una wavetable molto piena a livello di sorgente.
  • Cerchiamo sempre di avere una “visione” iniziale del suono che vogliamo creare
  • Ricordiamoci che l’Analog Synthesis è perfetta per determinati suoni, ma non tutti: se vogliamo suonare un pianoforte, anzichè impazzire su wavetables diverse, utilizziamo il tool giusto, in questo caso un Sampled based Synth.

Come creare un synth bass con qualsiasi Synth

Nella sua forma più pura e semplice, un Synth Bass può essere estremamente rapido da creare, ma non per questo poco efficace.

  1. 1 Oscillatore (SawTooth per un suono pieno o Square per uno più medioso, o Sine per uno maggiormente in stile Trap / Club Banger).
  2. 1 Filtro con Cutoff per diminuire la brillantezza e risaltare le basse frequenze del sintetizzatore analogico.
  3. Envelope, per controllare attacco, release, decay e sustain del suono generato.

Possiamo quindi, per rendere il nostro Synth Bass più interessante, aggiungere portamento, per far “slideare” la nota anzichè avere un cutoff in stile MPC della stessa. (Pensa a “Started from the Bottom” di Drake, con l’808 che “scivola” abbondantemente da una nota all’altra).

Il nostro Bass non è ancora abbastanza ricco? Aggiungiamo un secondo oscillatore, magari con onda diversa, ed aggiungiamo alla seconda un lieve detune, che arricchirà notevolmente a livello armonico. Se infine vogliamo davvero far tremare tutto, possiamo aggiungere un sub oscillatore. Vediamo come:

Come utilizzare il Sub Oscillatore

  • Aggiungiamo un Sub Oscillatore una otta o due ottave al di sotto dell’Oscillatore principale, in modo da dare frequenze più basse al nostro suono iniziale.
  • Se vogliamo mantenere il “tono” del suono iniziale, utilizziamo una Sine Wave come Sub Osc.: in questo modo aumenteremo il peso totale del suono lasciando inalterato il timbro.
  • Se vogliamo dare più colore e profondità al nostro Bass iniziale, utilizziamo invece un’onda quadra.
  • Filtriamo le alte del Sub Osc. anche in maniera più evidente del generatore sonoro principale, in quanto stiamo principalmente cercando di dare peso sulle basse frequenze.

Alcuni Synth Analogici dei nostri giorni

 

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Le 10 Akai MPC più pimpate di sempre

Akai MPC 2000XL

 

Come molti di voi sanno, l’Akai MPC ha avuto un successo incredibile ed un ruolo fondamentale nella storia dell’Hip Hop. Per questo motivo è diventato un vero e proprio status symbol per il beatmaker. Eccovi le 5 più belle Akai MPC di sempre, customizzate in ogni diverso particolare, dal colore ai knobs, dal design ai pads.

10) Akai MPC 2000XL Verde

Di classe!
Akai MPC 2000XL

 

9) Akai MPC 2000 Azzurro

Semplice, ma davvero bello. I knobs argentati sono un tocco in più.

Akai MPC 2000 custom

 

8) Akai MPC 2000 Legno

Una delle MPC più celebri in assoluto, la 2000, in veste semplice ma di classe: pannelli in legno e modifica SD to Floppy. Semplice ma bella!

Akai MPC 2000

7) AKai MPC 2500 Militare

Sugli attenti! Non si scherza di fronte all’MPC 2500 in versione tuta mimetica.

Akai MPC 2500

6) Akai MPC 2000

Davvero  bella esteticamente l’MPC arancione. Stonano un poco i pad, non sarebbero stati più belli neri come i knobs?

Akai MPC

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5) Akai MPC 3000 gialla e nera

Un Mpc 3000 gialla non si era mai vista. Davvero piacevole da vedere anche se perde quel senso di “vintage” per cui è tanto celebre.

Akai MPC 3000

4) Akai MPC 4000 egiziana

Un MPC 4000 incredibilmente originale, a tema: l’Egitto. Di una particolarità estrema, e realizzata incredibilmente bene. Forse il display blu e grigio stona un po’.

Akai MPC 4000

3) Akai MPC 3000 in versione EMU SP

Forse alcune Mpc Heads saranno contrari, in quanto questa Akai MPC 3000 ha deciso di vestirsi da EMU SP, eterna rivale dell’MPC. Io la trovo incredibilmente originale, oltre che esteticamente piacevolissima. Chi non la vorrebbe?Akai MPC 3000

2) Akai MPC 2500 Wu Tang Clan

Il tributo in veste Akai MPC al collettivo Wu Tang si fa certamente rispettare. Da vero fanatico.

Akai MPC 25000

1) Akai MPC 60 “Classy”

Che dire ? Forse sono schierato in quanto io stesso uso l’Akai MPC 60, ma su questa c’è davvero un lavoro di estrema classe. Notare i knobs argentati, i pannelli in legno raffinato, la “placca” viola sotto i tasti di comando. Davvero bellissima.

Akai MPC 60

 

 

 

 

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Home Studio Beatmaking and Gear

Akai MPK Mini for Beatmakers

Beatmaker’s Equipment – The right gear for you

Home Studio beatmakers and music producers have so many different options for their gear, ranging from small budgets to high ones. Let’s simplify things for the beginners and make a list of what you really need to start off with.

Computer

This is the absolute essential item you need, unless you want to go full analog with Mpcs, Samplers, Mixers, etc. but since this is a post for beginners, I assume it’s much easier and less expensive for you to start off with a nice computer. What you want to look for is a nice computer with enough ram, starting at 4 GB and up. It should have enough Cores (2 is the minimum!) because all the processing depends on this. (Do remember that you are only able to use more than 4 gb ram if your sequencer works at 64 bit, since 32 bit sequencers only have access to maximum 4 gb!).
Without having a whole discussion about Mac Vs. Windows – I assume you already know the huge debate going on in the Internet about this – it is true that you have both opportunities, and a Windows it’s a good machine to start with, but, please keep in mind that professionals work on Mac (90 % at least), so if you plan on working with other producers, engineers, etc, and expect exchanging files easily, well, it’s something you should keep in mind.
Also, make sure your sequencer is compatible with the chosen comnputer.

Audio Interface

We already talked about audio interfaces, you can read the article by clicking here.

The Microphone

A good microphone is required if you plan on recording rappers, but also you should have one to make your own drums, which is one of the most fun things to do as far as beatmaking goes. Being able to sample your own percussions, sounds that you make with your mouth, etc, it’s a huge plus since it will give you your own identity and signature sound.

Most brands produce microphones with different budgets, starting as low as $100 or even less (but I advice you to purchase for not less than $150 if you don’t want to buy total crap quality).

The Monitors

These have a huge importance and direct impact on your beats and mixing, since both of these directly depend on how good or bad you hear what you are doing. The better you hear, the better you will produce and mix your instrumentals.
A great thing about choosing monitors is that even if you purchase low budget monitors you can still get great mixes. Why ? You can learn how your monitors work and compensate for the lack of certain frequencies. For example, if they lack on bass, you should keep down the bass freq. at all time, since you already know that your monitors don’t reproduce much bass: if you push them hard, in other monitors with better and more linear frequency response the basses will cover all other frequencies, and you don’t want that. Learning your monitors is one of the most important thing you can do.

Make sure you get active monitors if you don’t want to buy an Amp for passive ones, and try to look for front ported speakers instead of back ported once if you will have to push your monitors against a wall. The front ported ones will let your monitors “breath”, as we say in the industry.

KRK VXT8 Active Studio Monitor – 8 Inch, 180 Watts

Midi Controller

The Midi controller can be very helpful in a Home Studio, even though it’s not as important as monitors, computer, mic, etc. It can be a keyboard controller like the Akai MPK, so you can play your own melodies and chopped up samples – in this case look for 2 or 3 octaves midi keyboards with a Midi Out – or a pads based controller, like the Akai MPD

That’s it, if you just starting off with beatmaking and producing you won’t need much else. Lots of super famous and great beatmakers worlwide produce and make hits with only a computer and a pair of cheap speakers, without touching expensive mixers, Mpcs, etc., so don’t be afraid you won’t have enough quality.. You can do amazing things with only a nice sequencer and some good drum samples.

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Dynamic Range & Metering vs Loudness War

Fighting the Loudness War with Dynamic Range & Metering

The dynamic range is the difference between the high and the low level of an audio signal. Using a peak meter & RMS meter it’s crucial if you don’t want to be a part of the loudness war, thanks to which we are constantly hearing industry standard music louder and louder, while at the same time losing all the dynamics. With a Dynamic Range Meter, you can prevent this. Here’s a free one you should use: http://mac.softpedia.com/get/Audio/Dynamic-Range-Meter.shtml

This meter has a dinamyc range bar that shows you peak and rms values. Make sure you keep your music on the green side, unless you do want to be part of the loudness war and squash every single dinamyc your beats or songs have. You will have worst dinamycs but higher volume.

The best metering plugins for Beatmakers

One of the best metering plugins that you can use is Bx_Meter, made by Brainworx:

To visually analyze your mix it’s always a great idea: you can really deliver better mixes, but also always make sure not to rely only on the meter without considering what you hear.

Here’s a short video that talks more about the so called Loudness war.

An other great plugin that beatmakers should use to analyze their productions and mixes is made by Waves and it’s called “Paz Analyzer”, which is one of the most commonly used ones. It is not one of the absolute best around, but since it’s very light on CPU and very simple to use, it’s often the go to plugin for many sound engineers and music producers.

You should also try out the internal metering plugins of your chosen DAW: for example, Logic has a great metering tool which not only carefully shows you peaks and RMS levels, but also how centered or wide your overall signal or complete mix, depending on how you insert the plugin your channel strip.

Cubase, ProTools, Sonar & many other professional sequencers have a professional tool to measure your dinamycs: feel free to try them out before thinking of purchasing plugins like the Bx Meter or Wave’s meter plugin.

 

 

 

How to use a metering plugin

Simply insert your chosen metering plugin in the channel strip you need to control: the best way is to have an analyzer open in the stereo output channel before even starting to mix. This way you will know right away and before even starting to mix if your instrumental is too heavy on the low end or if it’s too crispy. Give these plugins a try and never forget to use your ears as well !

 

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Choosing the right audio interface

 How to choose the right audio interface / sound card

Choosing the right audio interface or sound card is an extremely important decision for every beatmaker. Here’s a list of things you should consider before buying the best one for you.

  • Analog Inputs: In order to connect condenser mics you need to have phantom power (or 48v) or otherwise you won’t be able to amplify the mic’s input. You also need Hi-Z input, or you won’t be able to connect instruments like basses and guitars without a DI Box. Most audio interfaces have both of these options, but make sure to check twice if your chosen one has!
  • Line Inputs: For CDS, keyboards and more (optional but suggested!).
  • Midi In/Outs: If you need to control external devices like your Akai MPC, or MPD etc, you better have both midi ins and outs.
  • Gain Control: So you can change the input gain for every single channel you have (depending on how many inputs you have!).
  • AD/DA Converters: Which means Analog to Digital / Digital to Analog. These are the converters of the signal passing inside the audio interface. Don’t underestimate these: they are responsible for the overall quality of the audio signal of your sound card.
  • Analog Outputs: They can be two, white and red, or more. If you only have one pair of monitors, well, stick with 1 stereo outputs: you won’t need more!
  • Host: For USB or FIREWIRE connection.

 Are all sound cards the same ?

No, they are not. They don’t sound the same, they don’t last the same. You must consider the manufacturer, the price, the features while choosing your sound card or audio interface. Needless to say, a $100 M-Audio will sound the same of a $800 Motu.

Which companies should Beatmakers consider ?

Here’s a short list: all these companies have great products with a variety of models and prices.

  • M-Audio
  • Avid
  • RME
  • Focusrite
  • PreSonus
  • MOTU
  • TC Electronics
  • and many more.

Be wise while choosing, and take a look at our shop section for some great audio interfaces and soundcards for beatmakers.

 

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The beatmaker’s job

beatmaker programmi

What’s the beat maker’s job?

The beat maker is the music producer that makes the instrumental for the rapper. How, with what gear ? The answer is written in this website: methods, motivations, equipment, tips ‘n tricks for beginners and experts.

There’s a huge amount of beat makers and music producers around: from sampled based beatmakers to synth based ones. All have a main goal: produce a Beat that fits an Artist / Rapper. Not “the” best beat.. But a Beat that fits someone that he has in mind. His job is to tailor an instrumental around the personality, qualities of the artist that wil later on record over it. Further more, the beatmaker’s job is to re-arrange, edit, change, spice up the original instrumental in order to make it sound as if the song is, in fact, a song.. Not a “rap” on top of a “beat” – which is what happens with Mixtapes nowadays.

Beginner’s software for Beat Makers

On the market there is a huge amound of softwares for beatmaking purposes: either made for beatmaking, or used as beatmaking tools. Here’s a short list of the most known and commonly used.

Beginners:

  • Dubturbo
  • Magix Music Maker
  • Sony Acid
  • Beat Maker
  • FL Studio
  • Reason

Professionals

  • FL Studio
  • Reason/Record
  • Reaper
  • Nuendo
  • Geist
  • Logic
  • ProTools
  • Cubase
  • Ableton
  • Digital Performer

Why are FL & Reason in both categories ?

The answer is really simple: both of them are very basic and intuitive for beatmakers compared to harder to learn ones like ProTools and Logic, BUT, both CAN be used for professional purposes.

What’s the best software for Beat Makers ?

There are so many forums online with this debate. The reality, is that there’s not a “best” production tool for beatmaking. ProTools is the standard in professiona studios, but there are so many cases of worldwide known and respected producers that use Fruity Loops, for example. The “best” software it’s the one that you like the most and that you feel the best using: it can be Reason or Logic, or Dubturbo. As long as you can make a hot rap beat out of it, well, you’ve find the best software for beatmakers.

Follow our website and feel free to browse around to find reviews, point of views, videos and much more on all you need in your journey to become a better hip hop producer.