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Akai MPC a confronto

L’Akai MPC è la leggendaria serie di campionatori che hanno reso il Beatmaking ed il lavoro del Beatmaker un arte a sè rispettata dall’intero mondo musicale. Sono molteplici gli MPC prodotti da Akai a partire dal 1988 con Akai MPC 60, passando per l’Akai MPC 3000, MPC 2000XL ( tra i più celebri ed utilizzati ad oggi) fino ai nuovi modelli usciti di recente come Akai MPC Studio ed MPC Renaissance. Ma addentriamoci nel mondo Akai MPC per capire maggiormente ciò che differenzia un modello da un altro, con particolare attenzione ai tre punti fondamentali: Worflow, Sound, Swing.
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5° ANALISI DEL BEAT: SCOMPOSIZIONE DI UN BEAT HIP HOP

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GENERE: Hip Hop/Classic Hip Hop

BPM: 90

STILE/INFLUENZE: Hip Hop/Underground/East Coast

PROCEDIMENTO: 

I samples vocali soul pitchati da sempre accompagnano gli MC nella loro esposizione dei testi. Quando fai scorrere un vinile sotto la puntina ed il giro melodico è “occupato” da una voce si hanno due alternative: lasciare perdere e guardare oltre in cerca di una melodia priva di voci e di batterie, oppure pitchare il tutto e sentire come ne escono modificate le voci e la melodia intera. Questo è uno di quei casi: ho pitchato con segno + e intuito da subito che ne sarebbe potuto uscire un’ottima base hip hop.

DRUMS

2 LAYERED KICKS: Se siete frequentatori di www.beatmaker.it  dovreste già sapere che difficilmente i miei kicks vengono “lasciati” da soli. Sono, come sapete, convinto che questi fatichino a trovare punch e spazio nel mix, specialmente se i samples scelti non sono industry-ready, ma sono campionati da vinili, CD vecchi ecc.  Una delle due casse ha punta sui 3,5 – 4Khz, la seconda è quasi una nota di basso tanto pitchata e “bassa”. Il difficile del Mix è stato riuscire a “separare” i kicks dal basso: quando vuoi tenere in evidenza il basso (come in questo caso) e la cassa ti piace cupa, può essere davvero complicato far suonar bene entrambe le cose!

 3 + LAYERED SNARES: Come sopra.. il Layering lo trovo fondamentale anche per lo Snare. Sulla traccia di Logic potete notare tre tracce diverse di Snares, ma in realtà una di quelle tracce è composta da 2 Snares sovrapposti e registrati assieme dall’MPC 2500, quindi potremmo dire che gli Snares sono 4. A volte è troppo sommare 4 Snares, altre volte può essere utile, bisogna ovviamente trattarlo poi a modo in mixaggio per evitare che sovrasti il resto, ma in questo caso ho esplicitamente voluto dare una grassezza in più allo snare, che non a caso esce prepotentemente nel mix.

HHs: A tratti un soffio acidi ma abbastanza naturali, la differenza in volume tra gli HiHats chiusi e quelli aperti è notevole, ma è volutamente così: ho voluto far sì che il piatto aperto venisse molto fuori e distraesse per un attimo dal riff melodico.

CHIMES: Breve e molto alto in frequenze, usato per creare un piccolo stacco tra strofa e ritornello.

GLASS FX: Non uso praticamente mai Loop o FX nei miei beats hip hop, ma ne riconosco l’efficacia. Il sample vocale dice “broke into my window”… Da lì ho preso l’idea di mettere nella base un suono che richiamasse le finestre che si infrangono.

BASS: Uno dei bassi che utilizzo maggiormente. Ho registrato un basso vero (No plugin/vst), suonato da me, all’interno del mio MPC 2500. In questo modo ho potuto risuonare con un feel Hip Hop (pestando sui pads del 2500!) la linea di basso che accompagna il sample. Le tracce di basso in realtà sono due in Logic: una è “pulita”, così come è stata registrata, una è amplificata, in modo tale da dare corpo al tutto.

La versione completa del Beat Hip Hop “Sun is Shining” sarà online su www.basihiphop.it/Res 

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CAMBIARE IL PITCH: ADATTARE IL SAMPLE ALLA BATTERIA

Akai MPC 2500

Pitch Shifting – Adattare il Sample alla batteria

Uno dei punti fondamentali del beatmaking (sampled based) è il far combaciare il sample scelto e choppato alla batteria (se è già stata programmata) o ai BPM voluti per il Beat. Questo avviene anche quando il nostro sample è “steso” di 4/4 ad esempio. Poniamo che il sample originale viaggi ad una velocità di 65 BPM, ovvero estremamente lento per il range classico Beat Hip Hop campionato (85-95 BPM), come ci comportiamo ?

Nel corso degli anni si sono sviluppate diverse tecniche, fra esse emerge il Pitch Shifting, ovvero il cambio di Pitch del sample choppato. Il Pitch Shifting va’ indietro sino alle radici del Beatmaking stesso, grazie alla fortunata serie Akai MPC. Non a caso, è proprio l’MPC ad aver diffuso questo approccio e questa sonorità così tipica e tradizionale nel Beatmaking, tanto da renderla riconoscibile ed evidente specialmente nelle vesti del Pitch Shifting “verso l’acuto” (Abbiamo tutti ben presente quelle vocine stridule che si sentono in moltissimi Beats).

Cos’è il Pitch Shifting del Sample

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Il Pitch Shifting, tecnicamente parlando, non è altro che la variazione di frequenza del nostro campione o della nota musicale, che viene riprodotta più o meno velocemente a seconda del valore di Pitch e che si traduce quindi nella maggiore durata del sample (nel caso il Pitch sia negativo, ovverso verso il basso, segnalato dal simbolo “-“, quindi: -1, -2, -3 ecc.) o nella sua minore durata (nel caso il Pitch sia positivo, ovverso verso l’altro, segnalato dal simbolo “+”, quindi: + 1, +2, +3 ecc.). E’ quindi opportuno pitchare positivamente (+) il nostro campione nel caso questo sia troppo lento rispetto alla batteria programmata o ai BPM voluti, o negativamente (-) nel caso il nostro campione sia troppo veloce rispetto alla batteria programmata o ai BPM voluti.

La funzione di Pitch Shifting è uno dei punti di forza dell’Akai MPC, dato che raggiunge livelli elevatissimi sia negativamente che positivamente senza mai rovinare il suono, ma ovviamente è presente in tutti i campionatori quali Exs24 in Logic (Vedere https://www.beatmaker.it/tips-n-tricks-2/come-campionare-con-logic-ed-exs24-stile-mpc/), ReCycle ecc.

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Tutorial sui Drum Breaks – Time Pitching e Time Shifting

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E’ importante notare come dietro all’utilizzo del cambio di Pitch del sample non via siano particolari regole o riferimenti da seguire. I valori utilizzati non saranno mai gli stessi, ed anzi, possono essere decimali (sono innumerevoli le volte in cui il Sample combacia alla perfezione con Pitch a valori decimali, ES. : +3,47). L’intero approccio può essere molto impegnativo, specialmente se il Sample choppato è breve: trovare la perfetta combinazione tra BPM del brano e Pitch del Sample è fattore chiave, in quanto è assolutamente da evitare il ritrovarsi con il Sample che non “matchi” (corrispondi) alla perfezione il tempo del Beat; è quindi cosa utile perdere tempo e sperimentare anche valori decimali e centesimali fino ad assicurarsi che il sample calzi le batterie, e viceversa.

Pitch Shifting metodico e pitch shifting creativo

Vi propongo due diversi Esempi di Pitch Shifting, il primo “metodico”, attuato ovvero per la primaria funzione di matchare il sample alla batteria, ed il secondo “creativo”, tecnica maggiormente utilizzata per produzioni Dubstep e similia, meno nell’Hip Hop.

Esempio 1.

Sample Soul lento rispetto ai BPM voluti, ho pitch shiftato con valore positivo verso l’alto su Akai MPC 2500. Molto evidente nelle voci campionate presenti nella intro, l’intera parte melodica è data dal sample choppato e pitchato.


Esempio 2.

Sample vocale. Il cambio di pitch l’ho fatto con Exs24 in Logic a intervalli a tratti irregolari, sia verso l’alto (estremizzando l’effetto), che verso il basso (estremizzando l’effetto). E’ bene notare come in questo caso non sia bastato trovate un solo valore di pitch da mantenere costante (come nell’Esempio 1), ma un minimo di 6-8 valori di Pitch diversi e forzati volutamente per ottenere un determinato effetto e controllati con una lunga e meticolosa serie di automazioni.

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2° ANALISI DEL BEAT: SCOMPOSIZIONE DI UN BEAT HIP HOP

 

Eccoci al secondo appuntamento della Rubrica “Analisi del Beat: scomposizione di un Beat Hip Hop“. Come sapete, reputo che la scomposizione di un Beat già prodotto e la sua analisi sia uno dei metodi in assoluto migliori per imparare a fare beats Hip Hop o per affinare la propria tecnica. Eccovi quindi il nuovo Beat prodotto da me (Vi ricordo di cliccare HD per sentirlo ad una risoluzione migliore e “seguire” meglio il Beat, a livello visivo ed acustico).

GENERE: Hip Hop/Underground.

BPM: 95.

SAMPLE: Riff intero Rock (Classico del Rock!).

PROCEDIMENTO:

– Sono partito dalla scelta del Sample: ero in modalità “Rock“, ho tirato fuori la collezione di CD (Ebbene sì, per questo Beat ho campionato un CD Audio rigorosamente originale) e rispolverato questo sample, un classico del Rock! Ho fatto i tagli direttamente su Logic, molto semplicemente… per questo Beat ho deciso di lasciare il riff di 4 battute intere! Lo fanno da Dr.Dre a Don Joe, non posso farlo io ? Senza aprire un infinito dibattito su questo tema caldo: può capitare di trovare alcuni samples che “richiedono” di essere lasciati così come sono, stesi, a volte. Non significa non avere abilità nel chopping, non essere un Beatmaker, e similia: è una pura scelta artistica, che a volte, i Beatmakers fanno.

– DRUMS:

2 Layered Kicks. Per questo Beat mi sono bastati due kick in layering.. considerando che all’interno del sample c’era già un evidente kick acustico di batteria, non ho voluto sovraccaricare i kick aggiungendone troppi. 1 dei Kick è ricco nelle basse frequenze (50-65 hz) il secondo invece è più acustico, con una risonanza sui 3-4Khz. Un terzo Kick è stato usato, a velocity inferiore e non sovrapposto agli altri due, ma posto singolarmente per dare più ritmo alle batterie. (Off-Kick, ovvero quel Kick che non colpisce precisamente sulla battuta insieme ai principali!)

2 layered Snares. Anche in questo caso uno Snare acustico reverberato era presente ed evidente nel sample, ho quindi aggiunto 2 snares sovrapposti per arricchirlo. Ho aggiunto un reverbero lungo su uno dei due Snare, per farlo sembrare più vicino al sample originale di Snare all’interno del sample (inteso come campione originale).

1 HH chiuso ed uno aperto per dare un ritmo ed una continuità al groove del Beat. Notate che l’HH era già presente nel Sample stesso, ma troppo distante nel mix. L’ho quindi “appesantito” aggiungendone uno io, con uno swing diverso.

– BASS LINE:

Per questo Beat ho deciso di enfatizzare le basse già presenti nel Sample originale, metodo utilizzatissimo da diversi Beatmakers. Piuttosto che risuonare un Basso o un altro strumento da utilizzare come tale, ho quindi boostato le basse frequenze all’interno del sample stesso, sia agendo sull’equalizzazione, che su RBass, plugin della Waves che aiuta moltissimo in questo scopo ! (In pratica tira fuori le basse anche dove, quasi, non ci sono!).

N.B E’ importante far notare che nel Sample è presente una linea di basso, ma per il genere Hip Hop era troppo poco evidente. Per questo ho dovuto boostarlo.

SYNTH DELAY: 

Il sample originale non era ricchissimo sulle medio alte (anche per scelta mia, avendolo fatto passare per il Vynil per “invecchiare il sample”… metodo di cui già ho parlato in un precedente articolo che potete consultare:  https://www.beatmaker.it/software/come-invecchiaresporcare-un-sample-audio-con-izotope-vynil/ ). Ho quindi aggiunto, suonandolo, un Synth che ho modificato per renderlo presente quasi solamente in quelle frequenze in cui il sample originale era più povero.

LEAD SYNTH :

Come accennato sopra, questo Sample è steso, ovvero un riff intero di 4 battute. Come tale, ho deciso di lasciarlo allo stesso modo anche nel ritornello. Per far sì che questo si distinguesse dalla strofa, ho suonato un Lead Synth arpeggiato, anch’esso presente prevalentemente sulle frequenze medio-alte.

GUITAR SYNTH:

Per arricchire ulteriormente il ritornello, ho aggiunto un terzo Synth di chitarra, che panpotta Left/Right molto lievemente per non essere troppo di distrazione rispetto al main synth (quello principale), ovvero il Lead Synth.

SCRATCH BREAK:

Ho inserito, infine, un mini scratch break per “lanciare” l’entrante quartina, ogni 8 battute.

Il Beat è molto semplice, cosa che mi capita di rado fare, ma in realtà tante volte è la scelta migliore. Al Rapper non interessa un Beat ricco, pieno, nel senso di arrangiamenti, quantità di suoni: al rapper interessa prevalentemente UNA cosa. Il Groove. Il ritmo deve essere essenziale, ripetitivo, e deve invogliare e facilitare il rapper nella stesura del testo e nello studio del flow. E’ importante notare come difficilmente un rapper può affinare il flow su un Beat Hip Hop troppo ricco e vario, ma come questo sia maggiormente possibile su Beat semplici, sostenuti, e ripetitivi.

Il Beat nella sua versione completà sarà online sulla mia pagina: www.basihiphop.it/Res