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Akai MPC Touch | La prima MPC Touch screen

Akai MPC Touch per Beatmakers

Akai MPC Touch

Già si vociferava da un po’ di tempo, e finalmente Akai presenta il suo nuovo modello della serie Mpc: Akai MPC Touch.  Come suggerisce il nome, la nuova MPC possiede un display touch screen con il quale possiamo compiere davvero tutte le operazioni con le dita sullo screen:

  • Navigare tra i Samples
  • Tagliare, zoommare, editare Samples
  • Disegnare eventi midi
  • Usare lo Step Sequencer
  • Aggiustare l’Envelope
  • Mixare

Akai MPC Touch – Un Controller Hardware

Sui forum internazionali di beatmaking e produzione musicale già impazzano i “critici” e gli Mpc-fanatics. Si aspettava una mossa diversa da parte di Akai, che lancia una nuova MPC non-standalone come invece si sarebbero aspettati in molti.

La nuova MPC Touch rimane, in ogni caso, un controller davvero innovativo pronto a manovrare il software già amato dagli user di MPC Studio ed MPC Renaissance. Aspettiamo tutti ansiosamente di vederlo nei negozi.


Akai MPC Touch – Le caratteristiche

 

  • Display da 7 inches
  • 16 Pads RGB sensibili alla velocity
  • Interfaccia Audio con 2 in e 2 out
  • Step Sequencer
  • XYFX per FX
  • Looper
  • 4 manopole touch sensitive
  • Include il Software MPC ed oltre 20.000 suoni.

Per le info nel dettaglio: http://www.akaipro.com/product/mpc-touch

 

L’MPC Touch in funzione..

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5 miti da sfatare sull’Home Studio

Home Studio Beatmakers

Home Studio – 5 falsi miti

Se sei un fiero possessore, come me, di un Home Studio, ti sarai sicuramente imbattuto in discorsi come questi..

Ecco 5 cose che mi sono sentito dire infinite volte da colleghi beatmakers o rappers nel corso degli anni… Frasi sentite in giro, lette nei forum o chissà dove, che balzano di persona in persona e diventano sempre più prive di significato.

Vediamo di sfatarle.

N.1 – “E’ impossibile ottenere ottimi Mix in Home Studio.”

Totalmente errato e privo di fondamento alcuno.

Sono lontani i giorni in cui era assolutamente necessario ed indispensabile registrare e mixare in Studio professionale per ottenere validi risultati.

La tecnologia odierna, grazie a plugins sempre più abili ad emulare hardware professionale, ci consente di ottenere risultati professionali anche da casa.

Il fattore limitante sei tu, non più lo Studio.
Ormai sono diversi gli artisti, anche di fama internazionale, che registrano o addirittura mixano in Home Studio quelle che poi diventano Hit mondiali. Se possono farlo loro, perché non tu ed io?

Questo, ad esempio, è quello che reputo il miglior plugin gratuito che puoi usare su tutti i tuoi Mix!


N.2 – “I preamp delle schede audio fanno schifo, ti serve un Pre esterno!”

Forse quelli della Sound Blaster interna ad un PC del 2007, perchè i preamp interni alle moderne schede audio consumer – anche quelle da poche centinaia di Euro come ad esempio questa – sono assolutamente puliti.

Forse sarebbe il caso di concentrarsi meglio sul come posizionare il microfono, il gaining in ingresso, o sul trattamento acustico del tuo Home recording Studio. Se la registrazione “fa schifo”, probabilmente l’ultimo dei tuoi problemi è la scheda audio.

Certo, un preamplificatore valvolare da diverse centinaia di Euro ti può sicuramente dare maggior calore e corpo ad una registrazione, ma non per questo i pre interni alle schede devono essere etichettati come “schifosi” o “pietosi”. Ci si possono ottenere registrazioni assolutamente pulite.


N.3 – “Per mixare bene una canzone ci vogliono tantissime ore, o giorni!”.

Personalmente quando mi dilungo per troppi giorni su di un Mix, significa che qualcosa non quadra.

Fatico a trovare i giusti bilanciamenti, qualcosa persiste a non suonarmi bene. Qualcosa non va. Perchè se tutto funziona come al solito, è facile io completi un mix in poche ore, a seconda ovviamente del progetto.

Alcune mie strumentali Hip Hop campionate, ad esempio, sono costituite da poche tracce: sample, cassa, rullante, piatti chiusi ed aperti, synth bass o sample filtrato come mostro nel video corso beatmaking hip hop campionato. In questi casi, in solo un ora o due, il Beat è pronto per il Mastering!


N.4 – “A me suona bene, ho fatto un buon Mix!”

Un po’ come non si dovrebbe dire “a me mi”, anche “a me suona bene” andrebbe vietato.

Se “ti suona bene”, è perché tu stai mixando sulle tue casse nel tuo studio e prendendo le decisioni di conseguenza.

Il tuo Mix deve suonare bene a tutti, ovunque, altrimenti non suona bene. Suona bene a te, e c’è una grossa differenza.

Se vuoi approfondire questo tema, e scoprire se il tuo Home Studio “suona” bene, puoi fare questo piccolo esperimento gratuito oggi stesso per analizzare l’acustica del tuo studio.


N.5 – “Eh ma lui ha _______, per forza i suoi Mix spaccano!”.

Inserisci qualsiasi cosa tu voglia al posto del trattino.

Oggigiorno, con quanto ci viene offerto dal mondo digitale, pensare che altri ottengano risultati migliori solo perché loro hanno questo o quel Plugin, questo o quel hardware, è davvero folle.

Se qualcuno ottiene risultati migliori di te, probabilmente è perché è più bravo di te.

Il sapere vince sull’attrezzatura. In Home Studio così come in Studio professionale. Sempre.

Se vuoi imparare a produrre e mixare, puoi farlo direttamente dal computer di casa tua con tutti i miei video corsi in HD.

 

 

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Cosa serve ad un Beatmaker Pt.1

Ecco l’essenziale, ovvero cosa serve ad un Beatmaker per cominciare a fare Beats Hip Hop in Home Studio. Per chi deve iniziare, o ha appena cominciato, ma anche per beatmakers più avanzati a cui serve ricordare l’essenziale per rendersi conto di quanto in realtà basti poco per fare Beats di successo. Buona visione ! P.S Iscrivetevi al canale YouTube e condividete coi vostri amici il Video se volete la rubrica vada avanti esaminando più nel dettaglio ogni strumento necessario al beatmaking, e magari pure quelli opzionali!

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Perchè il mio Kick non suona bene (e come risolvere..)

Kick Layering

Kick, elemento fondamentale della batteria hip hop

Il Kick non suona bene? Possono essere tantissime le cause. Anzi, far venire fuori dal Mix la cassa Hip Hop (ma non solo..) è una delle cose più importanti e problematiche del mixaggio di una canzone.

Ecco alcune delle motivazioni che possono causarvi questo problema:

La cassa e la relazione con la sorgente del Sample

Alcuni sottovalutano l’importanza del sample iniziale. Ho sentito innumerevoli Kick suonare decisamente male nonostante fossero nei pacchetti nativi di Apple Logic Studio 9, Cubase, FL Studio, Reason e via dicendo.

Assicurarsi quindi di avere sempre un Sample di Kick ad alta risoluzione, in primis (che non sia mai inferiore ad un WAV a 16 Bit minimo, meglio ancora se a 24 Bit, salvo utilizzare samples campionati da Akai MPC 60 o EMU Sp1200 e similia, campionatori a 12 bit che penso riguardino una piccolissima percentuale dei lettori!).

Per questo consiglio di acquistare online campioni di batteria professionali. E’ un investimento, ve lo assicuro. Avere samples professionali significa partire con una marcia in più!

Ovviamente questo è riferito a coloro che non hanno giradischi e vinili da cui campionare drum breaks, che per fare puro hip hop è sempre il top delle soluzioni (oltre che del divertimento!).

Non rubate MAI da YouTube e similia samples in mp3. Non faranno che rovinare totalmente un possibile buon Beat.

Se invece siete beat makers amanti della Trap Music e di produzioni moderne, allora acquistare samples di batteria rimane, a mio avviso, la soluzione numero uno per partire col piede giusto.

Un chitarrista professionista non si reca in Studio a registrare con una chitarra cinese di una sottomarca, ma (se può..) utilizza una Fender Stratocaster americana perchè sa che tecnico del suono può essere bravo quanto vuole, l’amplificatore pure, ma se la sorgente del suono è di pessima qualità.. Diventa tutto più complesso.

Il Sample di cassa non deve clippare..

Mandare in clip, ovvero in “rosso”,  il nostro Kick porta alla distorsione del segnale.

Ma non a quella distorsione piacevole ed armonica che può darci un registratore a nastro o apparecchiatura analogica professionale, piuttosto ad una distorsione fastidiosa e difficilmente controllabile.

Maggiormente sarà “spinto” tale segnale, più si rovinerà la resa sonora dello stesso.

E’ presumibilmente l’errore più banale da commettere, ma è uno dei più comuni.

N.B Nella fase Mix, se non siete esperti, sarebbe bene nessun segnale andasse in distorsione. Mantenetevi nella fascia verde/gialla. Ci si penserà poi in fase di mastering ad alzare i volumi, se questa è la vostra paura.

Scontro di frequenze fra cassa e basso nella batteria hip hop

Avete comprato la vostra bella libreria di batteria hip hop, inserite il kick preferito nel vostro sequencer, suonate la linea di basso ed ecco che il kick sparisce.

La colpa è del basso, non del Kick. O meglio, la colpa è dello scontro di frequenze tra i due. Bisogna assicurarsi che Kick e Basso occupino il proprio spazio senza limitare quello dell’altro e viceversa. 

In questo caso equalizzare può essere davvero fondamentale, nonchè una delle tecniche più utilizzate per risolvere problemi di scontro di frequenze fra diversi elementi del mix.

Mancanza di layering delle batterie

Il layering delle batterie hip hop è un processo utilizzato dalla stragrande maggioranza di beat makers e producers.

Cosa significa? Semplicemente utilizzare più di una cassa e sovrapporle uno sull’altra, facendole colpire assieme, logicamente a tempo.

Per capire la base di questo fenomeno basti pensare ad un coro di voci orchestrali. Perchè le voci sono tante e non singole ?

Una voce da coro può fare molto anche da sola, ma mai come tante che suonano all’unisono! N.B Per il kick assicurarsi colpiscano tutti allo stesso identico momento, senza ritardi.

Layering di batteria Hip Hop in Apple Logic 9. 3 Samples di Cassa sovrapposti.

 

Ovviamente, alla domanda “come mai il mio Kick non suona bene”, è inevitabilmente legata la domanda “come mai i Kick che sento di altri Beatmakers suonano meglio del mio?”.

Oltre al fatto che sicuramente i Beat makers più esperti considerano sempre i punti sopracitati come veri e propri errori da evitare, ci sono alcune tecniche o condizioni in generale che fanno sì i Kick di professionisti o semi-professionisti suonino così bene.

Vediamone alcune:

Aumentare l’attacco al Sample di cassa

 Il kick è un suono breve, corto, prevalentemente costituito dall’attacco del suono stesso. Ha poco sustain, poco corpo. Se al vostro kick manca attacco, difficilmente verrà fuori nel Mix. E’ più facile “rimanga sotto”, inglobato da altri elementi che occupano le stesse frequenze come ad esempio il basso stesso.

Quindi, aumentarne l’attacco è una tecnica utilizzata e funzionalissima per questo scopo. Esistono plugin specifici per questo scopo, che trattano appunto i transienti ed i picchi. Uno di questi è Sonnox Transient Modulator.

transient designer su kick hip hop
Sonnox Transient Modulator, uno dei migliori transient designer.

Il mio preferito, però, rimane l’SPL Transient Designer, uno dei plugins non “stock” (ovvero quelli interni alla DAW di utilizzo) che utilizzo maggiormente quando effettuo mix delle mie basi rap o per i miei clienti.

La compressione parallela nella batteria hip hop

Detta anche New York Compression, è una delle tante tecniche di compressione che comporta il duplicare il segnale del Kick (o gruppo di Kick) iniziale, over-comprimere, ovvero, comprimere fortemente, il duplicato e sommarlo a volumi inferiori al Kick iniziale, facendo miscelare i due segnali: quello non-compresso (o poco compresso!) e quello over-compresso (il duplicato).

In questo modo otteniamo un “pump” superiore, un suono più pieno e ricco, facendo uscire bene dal mix il Kick.

La compressione Side Chain sul Kick

Altra tecnica di compressione utilizzatissima per generi elettronici (Dubstep inclusa!) è la compressione side-chain.

In breve, è un particolare tipo di compressione che fa comprimere il segnale che si vuole comprimere (ad esempio il basso) nell’esatto momento in cui la cassa colpisce.

In questo modo, ogni volta che il Kick colpirà, il basso (in questo caso) verrà attenuenato in modo automatizzato, lasciando uscire meglio il Kick.

L’attrezzatura analogica per migliorare le qualità sonore della cassa

Far passare i propri sample di cassa per un preamplificatore analogico valvolare o per compressori o equalizzatori colorati hardware può dare un “colore” al kick superiore.

Se non abbiamo a nostra disposizione hardware professionale, però, non temere: oggigiorno le emulazioni digitali dei migliori hardware hanno raggiunto una qualità davvero incredibile.

Il Distressor di Sknote sulle batterie hip hop è un qualcosa di incredibile.

E’ infatti adesso possibile aggiungere calore, colore, corpo al suono utilizzando plugins che emulino le consolle analogiche, come ad esempio il Distressor.

Analisi dello spettro sonoro della cassa

Ssenza entrare nel difficile, per la maggior parte dei beatmakers “casalinghi” è complicato sentire come si dovrebbe un kick, per il quale ci vorrebbe un woofer largo (minimo 5 pollici, ma dagli 8 cominciamo davvero a sentire le frequenze più basse!).

Per rimediare a questo, almeno parzialmente, si utilizzano analizzatori di spettro (Ad esempio PAZ Analyzer della Waves), che possono visivamente aiutare a capire quali frequenze ci sono nel Kick, e che non dovrebbero esserci!

analisi del kick hip hop
Analisi visiva di ciò che accade nel Mix.

Mixare in cuffia per sentire il Kick

Un altro metodo che possiamo utilizzare per accertarci di sentire bene la nostra cassa nelle strumentali, è quella di mixare in cuffia.

Ricordiamoci infatti che non possiamo mixare ciò che non sentiamo, e sentire i 40 o i 60Hz su monitors di bassa qualità, da 5 pollici o addirittura meno, è pressochè impossibile.

Ricorrere quindi a delle cuffie professionali ci permette, a fronte di basse spese, di sentire frequenze che le nostre casse monitors non ci permetterebbero, e che lo stesso ambiente acustico in cui lavoriamo alterano tanto da non permetterci di fare valutazioni oggettive.

Evitare gli errori sopracitati è il minimo indispensabile per far sì che i vostri Kicks vengano fuori dal Mix come vorreste. Per farli davvero esplodere, come generalmente richiede l’Hip Hop, è però necessario ricorrere ad una o più tecniche accennate nell’articolo.

Ecco i Video Corsi che trattano Kick e batterie Hip Hop:

 

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Scheda audio esterna USB, come scegliere?

Scheda audio esterna

Scheda Audio esterna USB – Come sceglierla

Lo scegliere la scheda audio esterna (USB va benissimo, non hai bisogno di una firewire!) è un passo importante per ogni persona che vuole creare musica in Home Studio.

Non è però una ricerca complicatissima, e sicuramente incide meno rispetto alla scelta del programma con cui andremo a registrare la nostra voce o strumento, o produrre la nostra canzone al Computer.

Ecco alcune cose di cui tenere conto, e sul quale è bene informarsi, prima di acquistare.

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Scheda audio esterna ed ingressi analogici

Per connettere microfoni (importante sapere se la scheda fornisce l’alimentazione phantom, detta anche 48v, nel caso il microfono fosse a Condensatore) e strumenti elettrici come ad esempio le chitarre.

Ricordiamoci che il microfono a condensatore necessita di un ingresso XLR, detto anche cannon, in quanto il jack, bilanciato o sbilanciato che sia, non è in grado di trasportare il segnale phantom.

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Ingresso XLR
Come si presenta un ingresso XLR, pronto a ricevere un cavo cannon.

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Controlla la presenza di ingresso Hi-Z, senza il quale per collegare uno strumento elettrico come basso o chitarra in presa diretta occore avere anche una DI BOX!

Notare che la maggioranza delle schede audio presenti in commercio sono dotati di preamplificatori e che non è quindi  sempre necessario comprare preamplificatori esterni.

Nel 2017 ormai il phantom power, quindi l’alimentazione per il microfono a condensatore, è lo standard, così come è standard che la scheda audio USB sia a 24 Bit e 192khz.

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Gli ingressi di linea

I Line inputs onsentono di collegare apparecchi già preamplificati come lettori CD, tastiere, ecc.

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Collegamenti Midi nella scheda audio esterna

Necessari se volete controllare strumenti esterni midi o se volete pilotare parametri attraverso la vostra tastiera midi o altri strumenti collegati grazie a questo cavo pentapolare.

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Controllo del Gain

Servono per regolare il guadagno (gain, appunto) in ingresso: possono essere molteplici o singoli.

Alcune schede audio esterne hanno anche un indicatore a Led per segnalarci se stiamo entrando in scheda audio esterna a volumi troppo alti.

In questo caso il segnale che entra clippa, va sul rosso, e la registrazione sarà distorta a livello di segnale e non potremo più ottenere una valida registrazione.

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Convertitori analogico-digitale e digitale-analogico

I convertitori AD-Da sono fondamentali in quanto essi convertono il segnale analogico-digitale in ingresso e digitale-analogico in uscita.

Da questi dipende quindi la “fedeltà” della riproduzione del suono.

E’ importante ricordare come non ci siano evidenti differenze di convertitori in schede audio consumer, ovvero quelle economiche.

La differenza vera, quella che “si sente”, la abbiamo quando si passa a schede audio semi professionali o professionali, quindi oltre i 400-500€ almeno.

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Scheda audio esterna ed uscite analogiche

Possono essere due (Left-Right) oppure molteplici per collegare più monitors. In linea di massima, per chi è agli inizi, basta avere una coppia di uscite da collegare alle proprie casse.

E’ importante accertarsi di avere i cavi giusti per il collegamento ai propri monitors audio, in quanto sia gli ingressi delle casse che le uscite delle schede audio esterne possono variare.

Il collegamento più comune è Jack->Jack.

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scheda ausio USB e cavi
Alcuni cavi Jack nel mio Home Studio.

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Schede Audio esterna per Beatmaking e Computer Music – Marche e prezzi

Una scheda audio esterna non vale l’altra, non tutte le schede audio USB suonano uguale: quando si sceglie si deve considerare il prezzo, oltre alle caratteristiche di cui abbiamo bisogno.

Se ad esempio non registriamo o ci accontentiamo di una registrazione normalissima da Home Studio, non necessitiamo di costosissime schede audio professionali.

Magari neppure abbiamo bisogno di Midi In e Midi Out, se non abbiamo vecchi synth o apparecchiatura Midi da collegare.

Sono tutte esigenze che possiamo avere o meno, e la scelta deve essere fatta di conseguenza.

Un altro fattore da considerare è cosa ci viene dato assieme alla scheda audio esterna USB.

Acune marche, come M-Audio, ci riempiono di Vst Instruments e software come Ableton Live 9, altre no.

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Xpand
Xpand, un software fantastico in regalo con la 2×2 di M-Audio.

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Possiamo accontentarci, con ottimi risultati, di schede audio inferiori ai 2-300€ a seconda del numero di input di cui necessitiamo (per la maggior parte dei music producers e beat makers 2 input vanno benissimo).

Ecco alcune schede audio consigliate per beat makers e music producers che lavorano in Home Studio, aggiornate al 2017.

Quale scheda audio fra queste? Non cambia molto, ognuna delle tre può andar bene. Con la M-Audio, testata personalmente, mi trovo molto bene. La Focusrite è uno standard, mentre il punto a favore della Presonus è il costo.

 

Focusrite 212 Scheda Audio
Focusrite Scarlet 212, una delle più celebri schede audio per home studio.

Conclusione

Come avrai notato, la scelta della scheda audio esterna USB non è poi così complessa se dobbiamo fare semplici cose in home studio come registrare le nostre canzoni o produrre musica al Computer.

Puoi anche scoprire le migliori schede audio uscite nel 2016, che ti andranno sicuramente benissimo per il 2017 e gli anni a venire.